Combattere l’eccesso di zucchero con l’autocontrollo

La correlazione tra zucchero e ingrassamento è dimostrata scientificamente. Ci sono ancora persone convinte che per dimagrire occorra affidarsi alla dicitura “senza grassi” o “con solo lo 0,1% di grassi”. Provate a basare una dieta su questo tipo di annunci e vedrete che non farete molta strada. Perché? Perché semplicemente il corpo umano è intelligente, lavora in economia, sa come regolarsi e si abitua ai carichi di lavoro e di consumo metabolico che gli imponiamo. Se si fa una vita sedentaria l’organismo brucia le calorie in grado di sostenerci per quel ritmo di vita. Se al contrario si fa un lavoro pesante dal punto di vista fisico, l’organismo reagirà di conseguenza, imponendoci di mangiare di più cibi proteici ed energetici, che verranno comunque consumati. Ma il vero nemico è lo zucchero, in tutte le sue forme, ma soprattutto lo zucchero raffinato. Esso è pura energia: non c’è nulla di veramente proteico e dev’essere consumato rapidamente. Il problema dello zucchero è un altro però: crea dipendenza, influisce nel circuito della ricompensa e convince il cervello a volerne di più. Il consumo di zucchero genera gli stessi effetti di una droga a livello chimico e cerebrale. Il motivo per cui ci piacciono tanto i dolci e le caramelle dipende unicamente dal fatto che attiviamo il meccanismo della ricompensa, rilasciando delle sostanze, degli ormoni, in grado di influenzare il nostro aspetto fisico e il nostro comportamento. Da una parte ingrassiamo vistosamente, con degli effetti visibili sul corpo, dall’altra sviluppiamo una sorta di dipendenza dalla quale è difficile liberarsi se vogliamo intraprendere un processo di dimagrimento.

Per questo motivo, l’assunto di base di ogni dieta volta a perdere la “ciccia”, è la rinuncia agli zuccheri facili. Ma conta anche uno stile diverso, un approccio diverso, basato sul contenimento di sé stessi. Immaginate di essere schiavi di una droga: cosa potete guadagnare dal recupero dell’autocontrollo? Praticamente tutto, una vita intera. Vale lo stesso per lo zucchero. Se imparate a controllare il piacere del dolce, riuscirete ad apprezzarlo di più, una volta ogni tanto. Un aneddoto potrà servire: il numero 1 del mondo del tennis, il serbo Djokovic, attualmente segue una dieta gluten free, cioè in assenza di glutine, anche se non ha alcuna intolleranza. Rinunciare al glutine significa rinunciare si a una proteina, ma anche a una intera categoria di cibi derivati dai cereali, notoriamente ricchi di zuccheri (i famosi carboidrati). Nell’ultimo anno, in cui è tornato a dominare le classifiche, Djokovic si è concesso solo un cioccolatino. Uno solo, in tutto l’anno.

Cosa vuol dire questo? Che dobbiamo mangiare solo un cioccolatino? No, che dobbiamo fare dell’autocontrollo la base per il raggiungimento del risultato sperato a livello dietetico. Vi diranno che serve far movimento, che se si fa vita sedentaria si ingrassa per forza. Ma la verità è che il dimagrimento comincia a tavola: bisogna mangiare di meno, mangiare più spesso, evitare cibi confezionati, eliminare i carboidrati la sera e nutrirsi bene la mattina. In pratica non bisogna fare delle rinunce, ma delle scelte consapevoli.

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