Come il corpo utilizza i carboidrati

I carboidrati finiscono spesso sul banco degli imputati di gran parte delle diete, ma in realtà sono fondamentali per il nostro organismo. Essi non solo ci saziano, ma svolgono il fondamentale ruolo di fornire energia a tutti gli organi del nostro corpo. Gli organi più importanti che utilizzano i carboidrati come forma di energia sono il cervello, il muscolo scheletrico, il muscolo cardiaco, il fegato, il rene e persino i globuli bianchi. Ogni tessuto utilizza i carboidrati in modo diverso a seconda delle caratteristiche. Il complesso del funzionamento energetico dell’uomo come sappiamo si chiama metabolismo.

Il cervello ha fabbisogno costante di energia, calcolato in 1700 kj al giorno. Questo fabbisogno viene coperto per la maggior parte dalla conversione ad anidride carbonica ed acqua di 120 g di glucosio al giorno. Il fabbisogno è costante, viene utilizzato spesso, non è modificato dal fatto che svolgiamo o meno attività intellettuali. Sia che leggiamo, sia che dormiamo, il cervello ha sempre bisogno di glucosio. Levare al cervello ossigeno e glucosio provoca danni cerebrali irreversibili.

I muscoli usano i carboidrati come fonte primaria, ma a differenza del cervello l’apporto che necessitano non è mai costante. A riposo la circolazione di glucosio è scarsa e la velocità metabolica molto bassa, cioè non si brucia velocemente. Il muscolo a riposo dipende più dall’ossidazione dei grassi che da quella dei carboidrati. Anche se un uomo di peso normale ha più del 25% del suo corpo in muscolatura, per far funzionare i muscoli ha bisogno di non più di 30g di glucosio al giorno. Un’attività fisica blanda non modifica questo fabbisogno. Il dispendio energetico globale aumenta, ma viene ancora rifornito dai grassi.

L’attività fisica intensa invece determina una richiesta di zuccheri che può arrivare a 64 volte il fabbisogno a riposo. Questa condizione si deve all’apporto sanguigno che aumenta vertiginosamente, con una corrispondente quantità di ossigeno portata ai muscoli. L’aumento dell’ossigeno non si deve a fenomeni ossidativi riguardanti i grassi, ma gli zuccheri, motivo per cui vedete spesso i ciclisti, in prossimità del traguardo, al picco della stanchezza, ingerire degli zuccheri a rapido assorbimento. La principale riserva di zuccheri nei nostri muscoli è data dal glicogeno muscolare cui attingono per soddisfare le richieste determinate dagli sforzi. La sensazione di stanchezza che proviamo è data proprio dall’esaurimento delle scorte di glicogeno. Quando queste sono cessate, nuovamente i muscoli si rifanno a spese degli acidi grassi presenti nel corpo, mentre lo zucchero che possiamo ingerire durante lo sforzo finirà direttamente nella circolazione, alleviando la sensazione di fatica.

Questo è lo schema base di ogni allenamento fisico e della sua interazione con la dieta. I carboidrati sono importanti per fare andare avanti il nostro corpo. Se ci alleniamo intensamente i muscoli consumano il glicogeno, rivolgendosi agli acidi grassi e innescando il fenomeno della perdita di peso.

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