Com’è la vita nel grembo materno

Protetto dal sacco amniotico, nutrito e ossigenato dalla placenta, il bambino è nell’ambiente ideale alla crescita.

Grazie alla ricerca scientifica, oggi si sa molto di più sulla vita nel grembo materno. Già all’8a settimana, quando è ancora molto piccolo, il bambino comincia già a muoversi; a partire dalla 9a, inizia a praticare la respirazione e alla 12a può già esibirsi in salti e giravolte acrobatiche. Con l’avanzare della gestazione, le sue attività saranno la risposta agli stimoli, a suoni, odori e sapori che percepisce attraverso i sensi.

Il sostentamento del bambino

Sin dal concepimento, l’organismo materno provvede a tutto ciò di cui il bambino ha bisogno per formarsi e svilupparsi normalmente. Inizialmente, l’embrione in sviluppo è sostenuto dalla membrana uterina, in cui vengono accumulate le sostanze nutritive, in attesa che l’organismo predisponga un sistema di sostentamento più efficace, ovvero la placenta.

I villi coriali

Nelle primissime settimane di vita dell’embrione, sullo strato esterno dell’ovulo fertilizzato spuntano delle protuberanze spugnose, da cui a loro volta si sviluppa un tessuto irrorato da capillari, che forma i cosiddetti villi coriali. Già all’8a settimana, i villi saranno percorsi da vasi sanguigni, attraverso i quali l’ossigeno e il nutrimento vengono trasmessi al bambino. Lentamente, i vasi sanguigni si intersecano a formare un vero sistema circolatorio, che costituirà infine il cordone ombelicale. Nel sito di impianto dell’embrione, i villi coriali si moltiplicano e collaborano alla formazione della placenta, il cui compito sarà di sostenere la sopravvivenza e lo sviluppo del bambino durante i nove mesi di gestazione.

La placenta

La placenta, responsabile dell’alimentazione del bambino, della sua ossigenazione e dell’espulsione dei materiali di scarto, è un organo sorprendentemente efficiente. Lì vengono prodotti gli ormoni essenziali, come il progesterone, che stimolano l’adattamento del corpo materno e il proseguimento della gravidanza (vedi http://www.natalben.it/). Attaccata alla parete uterina, la placenta è percorsa dai vasi sanguigni della madre e del bambino. Nel caso di gravidanza gemellare, i gemelli uguali condividono la placenta, mentre i gemelli fraterni si formano in placente separate. Il bambino è collegato alla placenta attraverso il cordone ombelicale, che è percorso da una vena e due arterie. I vasi sanguigni della placenta si intrecciano fra loro ma restano separati, cosicché il sangue della madre e del bambino in realtà non si mescolano mai direttamente. Qualsiasi scambio debba avvenire fra il flusso sanguigno materno e quello fetale avviene per osmosi: le sostanze nutritive, gli anticorpi e l’ossigeno di cui il bambino ha bisogno passano dal flusso sanguigno della madre a quello del bambino attraverso il cordone ombelicale. I prodotti di scarto e il sangue insufficientemente ossigenato vengono espulsi dal feto attraverso la vena ombelicale, passano nel sangue della madre e vengono quindi filtrati dai reni materni. Il processo di scambio per osmosi implica che la crescita e lo sviluppo del bambino dipendono totalmente dall’organismo materno: tutto ciò che la madre assume passa anche al bambino. Questo è il motivo per cui è fondamentale seguire una dieta sana ed equilibrata ed evitare l’assunzione di qualsiasi sostanza che possa nuocere al bambino. Alcuni studi suggeriscono che attraverso la placenta possano passare anche i sapori e gli odori del cibo che la madre consuma. La placenta raggiunge la maturità intorno alla 34a settimana, dopodiché comincia a invecchiare. Dalle due alle tre settimane dopo, comincia a perdere efficacia nella trasmissione delle sostanze nutritive al bambino e il tessuto diventa più fibroso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *