Come lo stress indebolisce il cervello

Probabilmente sembra solo un riempitivo, un meccanismo che viene chiamato in causa dai dottori quando non hanno voglia di cercare un motivo per il malessere di una persona. Recentemente chi scrive si è recato dal medico per avere conforto circa le sue condizioni: accusavo stanchezza, sonnolenza, ero quasi apatico. E tutto questo mi sembrava che fosse accaduto all’improvviso dopo un periodo di grande forma, in cui stavo veramente bene. Il dottore mi ha detto di riposarmi, che era stanchezza mentale dovuta al lavoro e delle circostanze di stress. Siccome il periodo è perdurato e i problemi non si sono risolti ho fatto delle analisi. Non ero stressato, avevo un’infezione.

Tuttavia l’aneddoto serve a spiegare il protagonismo dello stress, che sembra dominare la nostra vita quotidiana. Gli studi degli ultimi decenni hanno confermato che lo stress è un fattore largamente negativo, che può essere prodotto a causa dei ritmi di vita e delle aspettative cui siamo sottoposti. Dei recenti studi hanno svelato l’importanza dell’ambiente e dello stile di vita nel sorgere di alcune malattie neurodegenerative. In particolare il morbo di Parkinson e l’Alzheimer. Uno stile di vita contrassegnato dallo stress, dall’incapacità di risolvere in modo tranquillo i propri conflitti interiori ed emotivi, sembra essere un precursore di queste du gravi deficienze. Lo stress può contribuire a contrarre alcune malattie che un tempo si ritenevano esclusivo appannaggio del corredo genetico. In particolare lo stress sembra impedire ad alcune cellule del cervello di resistere e riprendersi, rendendole più deboli rispetto all’attacco di queste malattie. Il segreto è – insomma – quello di prenderla veramente con calma.

In un periodo di forte stress, caratterizzato dal rilascio di cortisolo, il cervello di una persona tende ad essere meno reattivo. Sottoposto a questo continuo bombardamento non è possibile riprendersi completamente, inibendo il ruolo della dopamina nella guarigione da questi continui assalti. Lo stress da solo non degrada la memoria, ma impedisce all’organismo di ricordare nuove cose, di impararne di nuove. Personalmente, quando ho attraversato periodi di stress mi rendevo conto di abitare in una specie di zona nebbiosa. Non ricordavo le cose basilari, come dove avevo messo le chiavi, ma sempre più spesso, non una volta ogni tanto. C’è comunque una buona notizia, se lo stress ha un ruolo nell’aggravare queste situazioni neurodegenerative, siamo sicuri di poterlo controllare. L’esercizio fisico, la meditazione e un sonno ristoratore privo di disturbi aiutano ad abbassare lo stress. Una vita sociale attiva influisce positivamente sui processi degenerativi, così come l’abitudine a praticare attività intellettuali come completare dei cruciverba o leggere. Non c’è una correlazione diretta, ma è chiaro che la qualità della vita influisce in modo sistematico sulla salute mentale di una persona.

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