Cosa è il Pap-Test e perché farlo

La tecnica del Pap Test prende nome dal dottor Pap, che per primo la realizzò durante una visita ginecologica. Essa viene utilizzata per scoprire la presenza di cellule cancerose o precancerose al collo dell’utero.

Perché fare il Pap-Test

Come molte donne sanno ormai, il Pap-Test è uno screening di routine che dovrebbe essere effettuato da tutte le donne sessualmente attive (cioè non entrate ancora in menopausa), quando hanno incominciato ad avere rapporti sessuali. I medici consigliano di farlo una volta ogni tre anni. Per le donne con più di 40 anni dovrebbe essere svolto con cadenza annuale. L’esame deve essere più frequente nelle donne che prendono la pillola anticoncezionale e nelle donne le cui madri hanno assunto il DES durante la gravidanza (un estrogeno che ha solo causato danni alle figlie). Viene inoltre usato per le donne che hanno avuto delle infezioni genitali come l’herpes, perché sono maggiormente esposte a rischio di tumore. Il Pap-Test è inoltre efficace per rilevare infezioni virali e malattie trasmesse sessualmente.

Come funziona il Pap-Test

L’esame viene di norma effettuato durante la visita dal ginecologo. Uno speculum preriscaldato viene inserito nella vagina e aperto per avere visione della cervice. Con una speciale spatola si raccoglie del tessuto dalla cervice, che viene posto sul un vetrino. Le cellule qui raccolto vengono mandate a uno speciale laboratorio per le analisi. Talvolta vengono presi più campioni da parti diverse della vagina o della cervice. I risultati, negativo o positivo, arrivano entro qualche settimana. Non bisogna andare a fare il test con le mestruazioni in corso e non bisogna aver avuto rapporti sessuali 24 ore prima dell’esangue. Il sangue e il liquido seminale presente nella vagina invaliderebbero i risultati.

Risultati del Pap-Test: negativo o positivo

Come detto, dal laboratorio di analisi arrivano i risultati, che si possono classificare in diverse categorie. Se il risultato del Pap-Test è negativo significa che va tutto bene e non c’è alcun problema; una lieve displasia può indicare invece la presenza di un’infezione, quindi bisogna sottoporsi a controllo con una certa regolarità; se il Pap-test è positivo non è detto che c’è automaticamente la presenza di un tumore, significa però che ci sono delle modificazioni importanti delle cellule, che hanno bisogno di ulteriore approfondimento. Con una lieve displasia il ginecologo ha il dovere (e lo fa praticamente sempre) di ordinare il ripetersi regolare dell’esame a distanza di pochi mesi, per cicli. Nel caso di Pa-Test positivo si può essere sottoposte a colposcopia, un esame che permette di evidenziare l’area sospetta e raccogliere eventualmente un altro campione di cellule. Un esame successivo a un test positivo è la biopsia semplice, che permette di raccogliere un piccolo campione di cellulare da analizzare. La terapia, in caso di presenza conclamata di cellule tumorali, è la stessa indicata per il cancro cervicale. Per questo motivo, lo strumento del Pap-Test è efficace e consigliassimo in sede i prevenzione, essendo utile per qualsiasi campo, dal meno grave al più complicato; la ripetitività dell’esame è fondamentale e il test è rapido e molto semplice.

Nuove ricerche stanno suggerendo che il Papilloma Virus potrebbe essere scovato tramite semplice analisi delle urine.

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