Cosa fare dopo diagnosi di asma

Asma: cosa fare dopo la avvenuta diagnosi
L’asma rientra nella categoria di quelle che vengono definite “malattie gestibili”, ovvero patologie con cui è possibile convivere serenamente prendendo determinate precauzioni.
La prima cosa necessaria per un paziente, dopo aver ricevuto la diagnosi di asma, è quella di essere informato dal medico su terapie (anche farmacologiche) che lo stesso dovrà seguire e sulla condotta migliore da adottare da lì in avanti per controllare efficacemente i sintomi dell’asma.
In poche parole il soggetto su cui è stata riscontrata l’asma deve avviare un vero e proprio percorso di educazione, in cui il ruolo del medico sarà assolutamente di primo piano.
In questa nuova vita che il paziente si troverà ad affrontare dovrà essere effettuata una migliore conoscenza su come evitare le situazioni che possono scatenare gli effetti negativi e conoscere nel migliore dei modi la sua malattia. In poche parole la persona colpita da asma dovrà diventare consapevole della propria situazione per poterla poi affrontare nel migliore dei modi.

Il fattore soggettivo dell’asma
Una caratteristica dell’asma è che ogni paziente affetto da essa ha una situazione diversa da un altro e di conseguenza anche la terapia è variabile di caso in caso.
Bisogna infatti tenere conto dello stato di salute generale del paziente e della frequenza, della gravità e della tipologia di sintomi che colpiscono il soggetto in questione.
Nella terapia un fattore molto importante è dato dalla relazione del paziente con il medico e la qualità e quantità di visite periodiche che sarà necessario effettuare per verificare come procede la malattia.

Un errore in cui molte persone soggette da asma incorrono è inoltre quello di sottovalutare la malattia, dando molta attenzione all’asma nella sua fase iniziale e durante il periodo della diagnosi per poi trascurarla credendo erroneamente di essere riusciti a tenerla sotto il proprio controllo. Tuttavia è proprio il successivo poco controllo che viene esercitato sulla malattia ciò che causa i maggiori problemi.

La maggior parte dei pazienti affetti da asma evita infatti di tornare dallo specialista e di effettuare esami periodici di vitale importanza per la gestione della patologia, come ad esempio le spirometrie. La cosa migliore che potrebbe essere fatta da un asmatico per controllare la situazione sarebbe quella di seguire un apposito piano per la gestione e le riacutizzazioni della malattia.

Come mantenere sempre l’asma sotto controllo

È chiaro comunque che per tenere sotto controllo l’asma anche con il passare del tempo occorrono una terapia farmacologica appropriata e misure corrette di gestione: solo in questo modo è infatti possibile convivere con la malattia in maniera serena e perdurante.
Per controllare l’asma e non cadere in brutte situazioni di salute occorre seguire con attenzione la cura, specialmente se questa viene prescritta in periodi molto stretti. Se la terapia con i farmaci fallisce tuttavia ciò potrebbe non dipendere solo da una errata esecuzione del regime terapeutico da seguire ma anche dall’esposizione costante ad agenti inquinanti, irritanti o allergeni a livello ambientale così come la presenza di altre patologie nell’organismo del soggetto che soffre d’asma.
Le altre cattive abitudini da evitare per non aggravare una situazione che a livello respiratorio si presenta già complicata sono le sigarette e l’esposizione al fumo passivo: queste possono infatti ridurre l’efficacia dell’inalazione di farmaci corticosteroidi e possono causare un’iperreattività delle vie respiratorie.

Precauzioni preziose da prendere per controllare l’ansia

Per mantenere la situazione relativa all’asma ampiamente e costantemente sotto controllo è fondamentale recarsi dallo specialista in maniera periodica e non saltuaria, per far sì che il medico in questione riesca a seguire tutte le evoluzioni o le eventuali problematiche riscontrate dal soggetto asmatico durante il periodo di terapia.
Un errore sarebbe quello di andare dal medico solo quando la malattia presenta il conto con effetti negativi e sintomi: è necessario invece continuare a frequentare lo specialista anche nei periodi di calma apparente della malattia, per monitorare la situazione a livello polmonare attraverso esami ed eventuali correzioni della terapia.

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