Differenza tra raffreddore e influenza

A differenza del comune raffreddore, l’insorgenza dei sintomi per l’influenza (o influenza) è molto improvvisa e repentina. Nonostante il raffreddore e l’influenza sono entrambe dovute a infezioni virali, i sintomi del raffreddore sono di solito solo confinati al naso e alla testa. Ma l’influenza è una malattia molto più grave, con sintomi come la febbre alta, brividi, nausea, inappetenza e dolori al corpo. Una persona affetta dal comune raffreddore può generalmente uscire di casa e lavorare, ma un paziente affetto da influenza di solito non sente nemmeno le forze per alzarsi dal letto. I classici dolori alle giunture sono un sintomo di questa improvvisa debolezza.

Confronto tra influenza e raffreddore

I sintomi tipici del raffreddore stagionale comportano mal di gola, fatica, mal di testa, tosse, russare di notte, naso tappato e qualche volta rossore alla pelle.

  • Nell’influenza i sintomi appaiono veloci, con un cambiamento del proprio stato di salute assai rapido: c’è febbre con la temperatura che sale anche a 40 gradi e oltre negli stati più acuti, brividi lungo tutto il corpo, sensazione costante di freddo, mal di testa e dolori un po’ ovunque, dal petto alle giunture.
  • Il trattamento e la cura del raffreddore avviene tramite decongestionanti non-steroidi e anti-infiammatori. Riposo e bere più fluidi caldi insieme all’acqua, per calmare le conseguenze dell’eccesso di muco e catarro.
  • L’influenza va affrontata con farmaci antipiretici e analgesici, al fine di aiutare il corpo a debellare il virus. Farmaci come la Tachipirina, il nome commerciale del paracetamolo, risultano molto utili a contrastare gli effetti dell’influenza, che comunque necessita di quei giorni per passare.
  • Nel caso del raffreddore il senso di stanchezza è moderato e può essere dovuto più che altro alla pesantezza della testa dovuta al catarro e alla difficoltà di dormire. Nel caso dell’influenza la stanchezza è reale e colpisce tutto il colpo rendendo anche difficile muoversi. Il mal di testa è solo uno dei sintomi, fanno male anche le articolazioni e le giunture. È presente la febbre, ma ci possono essere casi di influenze stagionali che colpiscono anche in assenza di alte temperature.
  • Nel raffreddore il male di gola e il naso intasato sono una costante e non danno complicazioni particolari. Ci possono essere dei problemi di indebolimento se sono presenti altre gravi malattie in corso. Nell’influenza il rischio di sfociare in polmoniti e altre infezioni batteriche è presente, dipende anche dall’età e dallo stato complessivo del malato.
  • Per l’influenza è possibile vaccinarsi prima dell’avvento della stagione delle infezioni, nel tardo autunno. Per il raffreddore non esiste un vaccino in quanto l’infezione è di lieve entità.

Come avviene il contagio dell’influenza

Entrambe le malattie sono trasmissibili per via aerea e sono contagiose, e l’influenza lo è ancora di più a causa del breve periodo di incubazione. Il modo più comune per prendere l’influenza o un raffreddore è quello di inalare goccioline da tosse o starnuti provenienti da persone infette. Starnuti e tosse sono come armi invisibili, delle vere e proprie nuvole cariche di agenti infettivi. La “nuvola” è in parte invisibile e rimane sospesa nell’aria per molto tempo, con parte dei nuclei di gocce che evaporano e lasciano nell’aria dei “nuclei di gocce” molto più piccoli e invisibili. Anche le goccioline dovute a starnuti turbolenti, tosse o contatto con le mani possono durare per ore sulle superfici.

È sufficiente frequentare per qualche ora un luogo mediamente affollato per rischiare l’infezione, che in inverno si propaga grazie agli spostamenti di massa su aerei, treni, oppure grazie alla scuola. Il periodo di incubazione (tra l’infezione e lo sviluppo dei sintomi) è di 1-3 giorni. Il periodo infettivo (durante il quale una persona infetta può infettare gli altri) inizia circa 1 giorno prima dell’inizio dei sintomi e continua per i primi 5 giorni della malattia. I sintomi, tuttavia, non sono necessari per la dispersione o la trasmissione virale, in quanto una percentuale di soggetti asintomatici mostra la presenza del virus nei tamponi nasali, con una infezione di minima portata per generare i classici sintomi.

False credenze sul vaccino dell’influenza

  • Il vaccino dell’influenza provoca l’influenza: in realtà il vaccino impiega almeno due settimane per risultare efficace, per cui se una persona si ammala in questo periodo è possibile che il vaccino sia arrivato troppo tardi, ma non si deve allo stesso l’infezione.
  • È inutile farsi vaccinare una volta entrati nel picco dell’infezione: in verità conviene sempre vaccinarsi per due motivi. a) se si è soggetti a rischio è comunque consigliato, b) si può buscare l’influenza più volte durante il corso della stagione fredda perché esistono diversi ceppi influenzali e il vaccino è comunque in grado di offrire la copertura contro diverse varianti.
  • I vaccini dell’influenza sono efficaci al 100% – in realtà no, può capitare di ammalarsi anche avendo preso il vaccino, il quale però rafforza le difese immunitarie così che le persone vaccinate abbiano il 62% di probabilità in meno di ammalarsi.
  • Chi è allergico alle uova non può vaccinarsi – in realtà è un mito abbastanza simile a quello degli antibiotici. Se l’intolleranza è grave ci può essere qualche rischio, la maggior parte degli allergici alle uova non ha complicazioni dal vaccino, al massimo prurito alla pelle e arrossamenti.

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