Differenze tra latte materno e latte di mucca

È uno degli alimenti principali della nutrizione del bambino e sono in tanti a berlo da grandi. Parliamo del latte, un alimento di origine animale che anche le donne possiedono. L’alimentazione del neonato per tutto il primo periodo della sua vita è contrassegnato dal latte, pressoché unico nutrimento. Tuttavia il latte di mucca è molto diverso dal latte materno.

Il latte di mucca ha una composizione stagionale, dipende anche dalla razza della mucca e dalla sua alimentazione. Esistono poi vari tipi di latte artificiale che vengono adoperati per l’alimentazione dei bambini, che però anch’essi hanno una composizione assai differente da quella del latte materno.

Il latte è un alimento molto proteico, in quanto è composto da proteine come la caseina e quelle presenti nel siero. La caseina è una proteina fosoforata. Il latte oltre alle proteine contiene notoriamente anche il calcio e il fosforo, mentre contiene assai poco ferro. Per questo motivo si dice che sia fondamentale per la formazione e la salute delle ossa e dei denti. Il latte pur non dando ferro, che il neonato ha da sé grazie alle scorte naturali, è ricco di vitamine come la A e la riboflavina, mentre on contiene dosi sufficienti di vitamina C.

Come sappiamo il latte, pur essendo venduto come prodotto a lunga conservazione, va incontro a un deterioramento, che è facile nel caso di prodotto fresco. Come sanno coloro che abitano in zone rurali, il latte di mucca appena munto non può essere bevuto o non dovrebbe esserlo in quanto può contenere dei batteri patogeni. Per ovviare a questo pericolo si usa il trattamento con le alte temperature, con un riscaldamento a 73° C per un tempo superiore a 15 secondi. Il latte pastorizzato per essere messo in commercio non deve contenere impurità e deve rimanere fresco per almeno 2-3 giorni una volta aperta la confezione, peraltro consegnata in giornata. Il latte sterilizzato è quello cosiddetto a lunga conservazione, che si deperisce una volta aperto in 3-4 giorni. La sterilizzazione avviene tramite riscaldamento a 150° rapidamente in 2 secondi (UHT). Può durare anche sei mesi nelle opportune confezioni.

Quali sono le principali differenze tra latte materno e latte di vacca e quali sono le perplessità intorno a quest’ultimo?
Il valore energetico del latte di mucca è leggermente inferiore a quello del latte materno, ma è più ricco di proteine, il che non è detto che sia un vantaggio. Il latte materno è più ricco di lattosio (6,9 per 100 g, contro i 4,8 del latte vaccino), un carboidrato, contiene molto meno calcio e fosforo e identica quantità di sodio e ferro (poca in generale). Il latte materno ha un netto vantaggio per quel che riguarda la presenza di vitamina A, carotene, diammina e niacina, fondamentali nello sviluppo e un concentrato maggiore (quasi il doppio 3,5 mg contro 2 mg) di acido ascorbico. Il latte vaccino contiene più vitamina D, anche senza il tradizionale rinforzo di certi prodotti da farmacia.

Le perplessità sul latte vaccino riguardano due aspetti secondo la comunità scientifica: il primo è che oltre una certa età non ha particolari benefici se non quelli nutrizionali. Inoltre il suo apporto sulla crescita è esagerato, considerando che tutte le proprietà nutrizionali possono essere surrogate dalla dieta variegata che inizia ad assumere il bambino, passato il primo periodo di vita. Perplessità maggiori riguardano però i metodi di allevamento moderni delle vacche da latte, la loro dieta e la produzione industriale, dal momento che la qualità del latte risente di tutti questi fattori, compreso l’inquinamento.

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