Diventare logopedista

Una professione moderna, che ha avuto un largo sviluppo nel tempo è quella del logopedista. Per diventarlo occorre frequentare un corso di laurea della durata di tre anni, con frequenza obbligatoria. Viene inquadrato all’interno delle professioni sanitarie della riabilitazione e mira al trattamento riabilitativo di tutte le persone che presentano disturbi più o meno gravi del linguaggio e della comunicazione, in tutte le fasce di età. Un laureato in logopedia può svolgere la propria professione sia in maniera autonoma, sia lavorando presso le strutture sanitarie pubbliche e private, collaborando con centri di ricerca, istituzioni accademiche, università e scuole, trovando lavoro anche al di fuori del territorio nazionale in ambito europeo.

I disturbi del linguaggio sono molto più frequenti di quello che si pensa: la dislessia, la balbuzie e persino alcune forme di disfasia tendono a manifestarsi nell’età scolare. Problema ben più serio è la perdita della parola, più grave rispetto alla balbuzie o all’inceppamento, nota come afasia.

La funzione del linguaggio già appresa dall’adulto che diventa afasico è perduta parzialmente o totalmente in due possibili modi. vi può essere una perdita della capacità di codificare i messaggi afferenti al cervello e quindi di tradurli in fonemi significativi, frasi articolate e di senso compiuto; oppure, può verificarsi una perdita della facoltà opposta, cioè di ricevere le afferente verbali e di decodificarle nella corteccia cerebrale.

Un adulto che soffre di disfasia o di afasia può anche essere incapace di spiegare ed esprimere compiutamente una vasta gamma di emozioni, di pensieri e di istruzioni, oppure non rischiare a interpretare il linguaggio degli altri, le idee, le sfumature, le declinazioni.

I medici descrivono queste condizioni rispettivamente come perdita della funzione verbo-motoria od espressiva, e perdita della funzione verbo-sensoriale e recettiva. Entrambe le forme possono esistere insieme, ma la prima ha maggiore incidenza rispetto alla seconda. La disfasia è provocata da un trauma, da una malattia infettiva a carico dei centri cerebrali del linguaggio. Il centro della corteccia che presiede alla coordinazione funzionale dei muscoli del linguaggio e alla codificazione è chiamato area verbo-motoria. Esso è situato nell’emisfero sinistro. Il centro verbo-sensoriale e di decodificazione del linguaggio è chiamato Area di Wernicke ed è situato nella posizione superiore del lobo temporale del cervello.

Molti disturbi del linguaggio si associano ad un alto grado di tensione emotiva: in questi casi, almeno una parta della terapia deve essere volta a insegnare al paziente a rilassarsi per rimuovere lo stato d’ansia.

Esiste infine una forma leggera di afasia, la parafasia. Essa comporta difetti verbali di omissioni o di inserimenti a sproposito di parole o di parti di una frase, di introduzione nel discorso di termini illogici, di rovesciamento dell’ordine delle parole, di pronunce forzate o errate. Questi errori sono spesso scambiate per delle papere, con la differenza che la persona non sembra rendere conto.

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