Emicrania, sintomi e dolori

L’emicrania rimane uno dei grandi misteri della scienza medica, nonostante il fatto che la sua complessa sintomatologia fosse già stata identificata nel 400 a. c. I fondi per la ricerca sono sempre stati molto più limitati per questa sindrome che per altre malattie ampiamente diffuse ed invalidanti, forse perché non è fatale. Ciò nonostante, l’emicrania colpisce attualmente circa una persona su dieci in tutto il mondo ed è una percentuale enorme che provoca un’ingente perdita di giornate lavorative.

Molti fattori contribuiscono alla difficoltà di prevenire e di curare l’emicrania, non ultimi il fatto che la maggior parte delle persone non ricorre al medico, nonché l’ampia varietà di manifestazioni e di fattori scatenanti (quelli che evocano il disturbo) descritta da coloro che vanno soggetti ad attacchi di emicrania. Una certa confusione circonda la vera definizione di questa condizione patologica, in parte a causa delle variabili forme di emicrania vera e in parte perché alcuni la ritengono erroneamente una qualsiasi cefalea intensa. In realtà, esistono tre sindromi fondamentali di emicrania: il tipo classico, il tipo comune o atipico e il tipo complicato (molto più raro).

L’emicrania classica, d’altro canto, è caratterizzata da disturbi visivi transitori, definiti in termini medici scotomi scintillanti. Gli scotomi propriamente detti sono allucinazioni visive di più lunga durata e di maggiore complessità avvertite con il progredire dell’attacco. Mentre gli scotomi scintillanti sono le caratteristiche sensazioni in forma di chiazze brillanti, immobili, costituite da linee spezzate e spettri luminosi che si accompagnano in particolare all’emicrania oftalmica. Il periodo in cui hanno luogo le allucinazioni è noto come “aura”, un termine a lungo usato per descrivere le allucinazioni che si verificano all’inizio di un attacco epilettico.

Chi soffre di emicrania avverte sintomi che si possono definire soltanto come un’alterazione della facoltà visiva all’inizio di un attacco, cui consegue l’aura nella quale la distanza e lo spazio appaiono distorti. I pazienti in grado di identificare questi sintomi possono ricorrere immediatamente all’assunzione di farmaci appropriati e in tal modo ridurre l’intensità del mal di testa. Una volta però che l’attacco è progredito ad uno stadio più avanzato, l’attività gastro-intestinale decresce in modo apprezzabile, togliendo efficacia ai farmaci.

L’emicrania classica può anche includere una serie di disturbi addominali, che provocano perdita dell’appetito, nausea e nei casi più gravi vomito. Un sintomo frequente è la fotofobia – l’avversione alla luce intensa –  e la difficoltà della messa a fuoco. Altri sintomi comprendono l’ottundimento e la goffaggine, in seguito all’incapacità di mettere a fuoco e identificare al meglio gli spazi.

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