I benefici dello smettere di fumare

Il fumo da sigarette è una delle cause più evitabili di morte prematura e disabilità nel mondo. Aiutare le persone che fumano incessantemente a smettere ha dei vantaggi innegabili sui costi del servizio sanitario nazionale. Promuovere una cultura senza fumo dovrebbe essere una priorità in tutti gli stati e per tutti gli operatori sanitari, al fine di trasmettere un messaggio positivo.

Effetti negativi sulla salute. Quanto fa male una sigaretta.

Gli effetti negativi sulla salute del fumo da sigaretta, sono stati oggetto di studi estesi e circostanziati, tanto che l’assunto medico non può essere più messo in discussione, nonostante le grandi major del tabacco abbiano tentato più volte di finanziare studi controversi e coinvolgere celebrità per dimostrare il contrario. C’è anzi una fortissima correlazione tra quantità di fumo e di sigarette fumate, durata della sigaretta ed età precoce, e aspettativa di vita, o meglio mortalità effettiva legata al vizio. Dati ormai presi da 60 anni di studio, a partire dagli anni cinquanta, quando la sigaretta era d’obbligo nei set cinematografici di Hollywood, hanno fornito tabelle molto precise e affidabili sull’impatto del fumo da sigarette. In particolare gli effetti che comporta questo a livello di tumori alle vie respiratorie sono stati studiati in modo profondo, anzi si può dire che in termini di salute, il maggior impatto si ha proprio a livello cardiovascolare e polmonare. La malattia cronica è solo uno spiraglio in certi casi, spesso ci si scontra, da giovani (sessanta anni) con il terribile male che molti non vorrebbero nemmeno pronunciare.

Va aggiunto che alcuni dei rischi associati al vizio della sigaretta sono maggiori tra i giovani. Il rischio di subire un attacco cardiaco, tra i giovani fumatori, è per esempio considerato doppio di chi ha sessant’anni, in particolare gli under 50 sono più a rischio per le malattie cardiovascolari o per gravi problemi come l’infarto. Inoltre, l’aspetto più crudo è che il fumo aggrava una serie di malattie non mortali, peggiorandole ulteriormente, o attirandole, rendendole pericolose, anche nella loro rarità. Sono legati al fumo incrementi di osteoporosi, infertilità maschile, cataratte oltre ai ben noti danni al feto, comportati da una madre fumatrice o troppo esposta al fumo passivo. Fumare in gravidanza è associato con l’aumento sempre più costante di perdita del feto e calo di peso del feto durante il periodo di gestazione. Il fumo passivo subito da figli di genitori fumatori incide gravemente sulla loro salute, provocando i ben noti tumori ai polmoni, gravi problemi cardiovascolari e infarto del miocardio anche in giovane età.

Quali sono i benefici dello smettere di fumare?

Smettere di fumare ha sostanziali effetti benefici sulla salute. Anzi, effetti immediati che si possono misurare nell’arco di poche settimane e che soprattutto si riflettono nel medio lungo periodo, con un allungamento costante dell’aspettativa di vita e un miglioramento complessivo da tutte le patologie indotte dal fumo (attivo o passivo). Il rischio di morte imminente dovuto a questa pessima abitudine, tende a svanire in un periodo successivo e così per almeno 10-15 anni. Gli ex fumatori vivono comunque più a lungo dei fumatori, anche se hanno fumato più sigarette degli attuali, e non importo molto a che età smettono. L’impatto di smettere di fumare è eccezionale ed è maggiore nei giovani, grazie alla plasticità del nostro organismo, capace di ricrearsi giorno dopo giorno. In particolare, per i fumatori che smettono prima dei 35 anni, che hanno iniziato magari a fumare nella tarda adolescenza (16 anni), la sopravvivenza è la stessa dei non fumatori. Chi vi scrive ha smesso a 28 anni, dopo aver fumato dai 17 anni, per 11 lunghi anni, giorno dopo giorno, smettendo con forza da un momento all’altro. Il tasso di decrescita del rischio di morte o di grave malattia, varia a seconda della sua gravità. Il rischio di cancro al polmone in chi smette cala progressivamente del 50% in 10-15 anni, rispetto a chi continua a fumare. C’è insomma un beneficio per ogni età, ma chi smette di fumare prima dei fatidici trenta ha più tempo per recuperare ed elimina il rischio di tumore al polmone praticamente del 90%. Il rischio di contrarre un tumore alle vie orali o all’esofago per colpa del fumo scema in meno di cinque anni dall’ultima sigaretta fumata.

Ancora maggiore è il guadagno in salute per quel che riguarda le pericolose deficienze cardiovascolari. Il rischio di mortalità svanisce entro un anno ed entro 15 il tasso di mortalità è simile a quello di chi non ha mai fumato una sigaretta in vita sua. Rischi scompaiono anche per l’attacco cardiaco, per la morte da infezione polmonare e altri stati febbrili legati ad attacchi di virus o batteri particolarmente virulenti. Gli ex fumatori riguadagnano una piena funzionalità polmonare nel tempo, il declino della stessa è tipico dell’invecchiamento, tendiamo a respirare male e contrarre più malattie nel corso del tempo, soprattutto per chi vive in ambienti urbani ed è costretto tutti i giorni a fare i conti con l’inquinamento. Ma il tasso di declino naturale degli ex fumatori nel tempo si allinea a quello di chi non ha mai fumato. Un vero bottino di guerra, non vi pare?

Nella mia personale esperienza poi smettere di fumare è quasi coinciso con l’introduzione dei divieti di fumo nei locali pubblici. Ciò ha migliorato sensibilmente la mia vita sociale, ma ha anche cambiato modo di rapportarmi alle persone. In qualche modo smettere di fumare ha migliorato il mio comportamento, il mio umore, sono sembrato nel tempo meno stressato, meno agitato e ovviamente più in forma. Salire le scale o fare grandi camminate non mi ha lasciato col fiatone. E’ vero che nei primi momenti sono ingrassato di circa 4 chili, ma l’ingrassamento è diminuito nel tempo raggiungendo una linea che prima non avevo e questo perché smettere di fumare ha coinciso con l’avere maggiori opportunità di fare movimento. E’ migliorato l’alito, il colore della pelle, l’aspetto in generale. E infine anche il palato e il senso del gusto hanno ritrovato colore, ridonandomi sensazioni gustative che avevo perduto.

Infine un accenno ai costi in termini di vita e di salute in generale (anche economici). Studi medici hanno ampiamente dimostrato che oltre 500 milioni di persone moriranno nei prossimi 50 anni per una grave malattia legata al troppo fumo. Una buona politica di prevenzione, fatta di divieti e di costante informazione legata ai rischi e alle opportunità che si perdono, riduce questo spaventoso dato di una buona percentuale. E’ soprattutto nei giovani che bisogna invertire la tendenza e studi psicologici hanno dimostrato che bisogna lavorare sull’aspetto civico, valoriale del fumare. Questo anche se combattiamo in un mondo dove si vendono articoli per fumatori via internet, per dire (vedi tabakkaio.com). Se riusciamo a instillare a livello sociale un disvalore legato al fumo, allora esso sarà percepito come tale, perché nessuno vuole rendersi partecipe di un’azione con alto carico di disvalore civico, senza avere nulla in cambio. Quindi l’attività di prevenzione va fatta isolando i fumatori e rendendo evidente a tutti che essere fumatore equivale a essere un portatore di disvalore. Agire con fare discriminatorio, al di là di ciò che possono pensare i benpensanti, aiuta.

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