I contraccettivi di barriera

La contraccezione non è nata nel secolo scorso. I primi metodi contraccettivi risalgono addirittura agli antichi Egizi, che usavano essenze ed estratti per prevenire la gravidanza o provocare un aborto.

Oggi la contraccezione utilizza diversi metodi, ma stranamente viene vista dai maschi come un’unica responsabilità delle femmine, quando in realtà dovrebbe riguardare la coppia nella sua interezza. La diffusione delle malattie infettive, a partire dagli anni ’80, ha sensibilmente aumentano la conoscenza generale e l’uso dei sistemi contraccettivi di barriera, per evitare di contrarre le malattie trasmissibili sessualmente.

Differenze metodi naturali e metodi di barriera

Le forme di contraccezione naturale sono note da tempi remoti:

l’astinenza periodica – essa si basa sul calcolo dell’ovulazione, riconoscere i giorni feriali, in base alla variazione della temperatura o alla comparsa di secrezioni vaginali. Come altri metodi naturali essa si basa sulla conoscenza esatta dell’ovulazione e in farmaci esistono degli strumenti che permettono di stabilirlo. In sostanza è un sistema che si appoggia tutto sulla regolarità del ciclo. Il metodo della misurazione della temperatura è quello più accurato. Colpa del progesterone, che non appena viene secreto, è in grado di far aumentare la temperatura corporea, mantenendola fino alla mestruazione successiva.

Il problema maggiore attiene alla sfera personale: la coppia dovrebbe prendersi un impegno chiaro e astenersi, il che potrebbe portare a problemi di relazione.

In alcuni paesi poco sviluppati viene utilizzato anche l’allattamento, ma ovviamente questo riguarda solo donne appena uscite da uno stato di gravidanza, in quanto allattare inibisce l’ovulazione. Tuttavia non è una scelta molto sicura.

Il coitus interruptus – la coppia non porta a termine il rapporto con l’eiaculazione che quindi non avviene all’interno della vagina. È diffuso fintanto che c’è fiducia nella coppia. Soprattutto la donna, che porta il peso della gravidanza, deve fidarsi completamente dell’uomo, che è totalmente responsabile per lei. Non dà certezze o sicurezze perché potrebbe esserci perdite non controllate.

I metodi di barriera, i contraccettivi non naturali

Il preservativo è una guaina in lattice che si infila sul pene eretto prima della penetrazione. Perché non si rompa dev’essere lubrificato e privo di bolle d’aria. Il preservativo è relativamente economico e sicuro, può essere considerato scomodo, ma è molto affidabile. Fu abbandonato durante la rivoluzione sessuale degli anni ’70, ma tornò in voga con la diffusione dell’AIDS. Esso è considerato il miglior strumento per evitare il contagio di malattie sessualmente trasmissibili.

I vantaggi del preservativo se da un lato sono evidenti, per quel che riguarda la sua efficacia contro le malattie, dall’altro risultano spesso scomodi per il maschio, diminuiscono la sensibilità e impongono di essere indossati prima della penetrazione, rompendo in qualche modo la magia del momento.

Esiste in commercio anche il preservativo femminile della stessa efficacia di quelli maschili. A differenza del maschile si può indossare prima del rapporto vero e proprio, eliminando parte dei problemi relativi all’utilizzo di quello tradizionale.

Il diaframma

Si tratta di una sorta di coppa di gomma che viene collocato dietro il collo dell’utero. Andrebbe controllato se l’anatomia della vagina o dell’utero subiscono delle modifiche a seguito di un importante variazione di peso (anche dovuta a una recente gravidanza).

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