I falsi miti sul nostro cervello

Il cervello è l’organo probabilmente più affascinante del corpo umano. Abbiamo tentato di riprodurlo varie volte, ma nemmeno il miglior computer riesce a fare quello che fa lui: coordinare il movimento, attivare il sistema nervoso centrale e gestirlo, farci parlare e comprendere, respirare, pensare e tante altre attività che spesso avvengono nello spazio di un millisecondo. Il cervello è così incredibilmente complesso che contiene non meno di 100 miliardi di cellule neurali. La scienza che studia il cervello, la neurologia, è molto avanzata, ma da spesso dimostrazione di modestia ammettendo che non sappiamo ancora tutto di come funziona il nostro organo principale e che tante cose devono ancora essere comprese, incluso lo studio delle malattie degenerative. La psicologia è una disciplina che si propone di analizzare e studiare i modelli e gli schemi di pensiero in base ai quali l’uomo concretizza il proprio comportamento e le proprie azioni. La psichiatria si rivolge alla cura e al trattamento della mente. Che cosa sia la mente in pochi riescono a dirlo. Va detto che però sull’organo cervello ci sono molte credenze, autentiche leggende urbane che non corrispondono affatto al vero.

Innanzitutto spesso si sente dire “materia grigia”, “cellule grigie”, merito anche del cinema e della letteratura (come dimenticare quelle di Poirot), però la verità è che il cervello non ha questo colore. Il vero colore di un cervello vivo e pulsante è un misto che dipende dalle zone: bianco, rosso, perfino nero e naturalmente grigio. Questa parte è quello corrispondente alla corteccia. Ma c’è pure la “substantia nigra”, a causa della presenza di melanina.

Un’immagine abbastanza comune del cervello ce lo mostra come corrugato, una specie di grossa noce: la credenza che avere maggiori rughe di questo tipo porti a un apprendimento facilitato è comunque falsa. Come falsa è la credenza che si possa imparare di più lasciandosi andare all’ascolto di messaggi subliminali, come ad esempio ascoltare un messaggio in loop mentre si dorme. L’abbiamo provato: abbiamo rimediato solo una pessima insonnia. L’idea nasce dalla teoria della cospirazione, secondo la quale le grandi corporazioni creino degli spot con dei messaggi subliminali incorporati e nascosti, volti a farci comprare i loro prodotti. Un’altra credenza che non corrisponde affatto alla verità è quella che siccome siamo l’animale più evoluto, abbiamo il cervello più grande. In realtà il grado di nostra intelligenza ed evoluzione non dipende dalla grandezza del cervello ma dalla qualità delle connessioni neurali. Inoltre noi abbiamo una corteccia cerebrale, che manca a tutti i non mammiferi. E attenzione: è la grandezza di questa a essere molto significativa nell’uomo. Il mito maggiore riguarda però quello sull’uso del solo 10% del nostro cervello. È una leggenda metropolitana molto diffusa che ha portato addirittura alla realizzazione di due film: Limitless (da cui poi è stata tratta una serie) e Lucy con Scarlett Johansson. La leggenda nasce negli anni trenta in America e viene spesso citata a sproposito come una frase di Einstein, in realtà tutte le analisi con la TAC dimostrano che il cervello è sempre completamente attivo e non ci sono alcune parti che non funzionano o che non sono sfruttate adeguatamente.

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