I sintomi della deprivazione del sonno

Chiunque abbia avuto a che fare con brevi, ma intensi momenti di insonnia sa come ci si sente il giorno dopo, soprattutto quando si accumula la fatica da lavoro. Ma se l’insonnia può essere un problema grave che si può curare con farmaci a base naturale o chimica, diverso è il caso della deprivazione del sonno. Un bellissimo film di Christopher Nolan metteva il grande Al Pacino di fronte a questo problema della perdita di sonno, accentuato dalle condizioni ambientali non particolarmente favorevoli. Il risultato cinematografico era stupendo (Insomnia, con Robin Williams e Hilary Swank), ma nella realtà la deprivazione di sonno può avere conseguenze ancora più gravi.

La prima risposta alla domanda: “cosa succedo se smetto di dormire?” è semplice. Si muore. Il sonno è importantissimo, così importante che la deprivazione del sonno è stata usata come tortura su persone che sarebbero state eliminate da lì a poco. I sovietici in particolare alla fine degli anni ’40 fecero degli esperimenti sui prigionieri politici, proprio per capire come reagisse l’organismo.

L’esperimento russo

Ai prigionieri era stata promessa la liberazione, per cui si sottoposero candidamente al test, sperando di avere una ricompensa. Dopo alcuni giorni la situazione inizio a degenerare. I prigionieri radunati in uno stanzone controllato iniziarono a raccontare dei fatti tragici riguardanti la loro vita, che divennero sempre più tristi e paranoici al sesto giorno. Qui i prigionieri iniziarono a manifestare delle vere e proprie allucinazioni: smisero di parlare tra di loro, iniziarono a sussurrare ai microfoni, ad affacciarsi alle finestrelle di vetro che servivano ai dottori per controllarli. AL nono giorno qualcuno inizi a urlare, fino a quando non cessarono. Dopo 12 giorni gli scienziati non udirono più alcun rumore, ma i sensori dell’ossigeno dimostravano che erano ancora vivi. Solo che consumavano ossigeno come se fossero tenuti sotto sforzo. Una cavia era morta, negli ultimi giorni gli altri avevano volontariamente rifiutato il cibo. Ma lo stato di questi si erano auto-inflitte delle ferite spaventose, tirandosi via persino i muscoli della cassa toracica, esponendo l’addome. Quando i soldati russi tentarono di portarli via, per curarli, furono assaliti. Uno di loro fu ucciso, ma altri pare che si suicidassero nelle settimane successive, per ciò che avevano visto. Sembra che i prigionieri si infliggessero quelle gravi ferite per un solo motivo: rimanere svegli. Non rendendosi conto che era la mancanza di sonno ad aver provocato il tutto.

In generale dopo 24 ore senza sonno si avverte la stanchezza, l’umore inizia ad essere ballerino. Personalmente mi è capitato di aver passato 42 ore di sonno a causa di un evento luttuoso, e quando stavo iniziando ad essere troppo nervoso, sono crollato. Avevo dormito l’ultima volta il giovedì notte e quello erano le 20 del sabato successivo.

Molte persone sono affascinate dall’idea di dormire poco, come se fosse un vanto o un medaglia da esibire sulla giacca. Ricordiamo che Mussolini, durante la sua dittatura, era solito far tenere accesa la luce del suo ufficio di Palazzo Venezia, per dare l’idea che stesse sempre lavorando (cosa non vera) e che non dormisse mai. In realtà il sonno è ristoratore e bisognerebbe dormire per almeno un terzo della giornata, anche se si ha paura di invecchiare e di sprecare del tempo. In realtà dormire fa bene e bisognerebbe sforzarsi affinché il sonno sia effettivamente ristoratore, senza disturbi, al buio e nel silenzio.

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