Il terribile mal di schiena

La colonna vertebrale umana è un capolavoro di ingegneria naturale, in grado di sopportare diverse decine di chilogrammi di pressione, rimanendo ancora straordinariamente flessibile. Non è, tuttavia, tanto robusta da poter accettare senza protesta gli abusi meccanici cui è costantemente soggetta. Nelle società avanzate moderne, il mal di schiena figura come uno dei principali disturbi fisici di cui, secondo le stime, otto persone su dieci, nei paesi industrializzati soffrono in qualche periodo della loro vita, lamentando di solito il dolore nella regione lombo-sacrale. In una percentuale notevolmente alta di questi soggetti, l’afflizione si presenta in forma assai grave. Gli italiani la mentano problemi alla schiena: del totale, una percentuale è classificata come parzialmente invalida. In altri paesi come Svezia e Gran Bretagna si è stimato che la perdita di ore lavorative dovute al mal di schiena, comporti perdite valutabili in milioni di euro all’anno. Molti ritengono che il problema stia peggiorando e, invero, alcune rassegne mediche indicano che questa entità è in aumento per problemi collegati.

I 24 segmenti scheletrici o vertebre libere del rachide umano si articolano insieme a formare una struttura preposta a immani specializzazioni. Unico tra i mammiferi, l’uomo sta normalmente sui suoi due arti inferiori, corrispondenti a quelli posteriori degli animali a quattro zampe e questa abitudine pone un grosso carico sulla colonna vertebrale che agisce come una trave verticale, sopportando sollecitazioni sia di curvatura che di compressione per tutta la sua lunghezza. Essa deve consentire flessibilità e un ampio raggio di movimenti, come pure deve sostenere tutto il peso della porzione superiore del corpo e agire da impalcatura di sostegno per il cranio, per le ossa del cingolo scapolare e pelvico e per la cassa toracica. Ciascuna delle irregolari vertebre si adatta perfettamente alle superfici articolari di quelle immediatamente sovrastante e sottostante, come i pezzi di un gioco delle costruzioni, ma, nonostante questa meravigliosa corrispondenza, i segmenti vertebrali sono capaci di movimenti limitati l’uno sull’altro, una caratteristica che conferisce al rachide la sua considerevole flessibilità. come il resto dell’organismo la schiena soffre la sua parte di malattie e di disturbi congeniti. Il fattore eziologico di un dolore può essere qualunque cosa, da una malformazione ossea ad un cancro, ma nella stragrande maggioranza dei casi il sintomo deriva da un’alterazione nel delicato equilibrio della struttura vertebrale. L’elemento scatenante di una crisi dolorosa che può lasciare il paziente nel terrore di muoversi può essere un’azione banale come quella di allungarsi a prendere un giornale o di rifare un letto.

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