Ma l’uomo è carnivoro o erbivoro?

I sostenitori delle diete vegetariane spesso peccano di presunzione, trasformando la loro missione del tutto personale in una sorta di settarismo che spinge chi non è vegetariano a disprezzare le loro scelte alimentari. Eppure potrebbero avere dalla loro dei buoni argomenti per difendere la loro scelta, purchè la tengano privata e non ne facciano inutile motivo di vanto e orgoglio. Si dibatte da sempre sulla natura dell’uomo e sulle sue abitudini alimentari. Se oggi siamo onnivori un motivo ci sarà e questo motivo è l’evoluzione, cioè l’adattamento. Secondo Umberto Veronesi, noto oncologo, con una quindicina di lauree ad honorem, e vegetariano convinto, il motivo per cui conviene adottare una dieta vegetariana non sta solo nei benefici di una corretta alimentazione. Per lui, come per altri studiosi, l’uomo come primate avanzato era un vegetariano: mangiava frutti e tuberi, erbe e piante messe a disposizione dalla natura. Occasionalmente si poteva nutrire di pesci d’acqua dolce e crostacei, frutti di mare e molluschi. La conferma che l’uomo sia nato sostanzialmente vegetariano viene da due ordini di fattori: anzitutto i frutti. Essi ci risultano molto attraenti, prelibati e profumati. Il fatto che siamo naturalmente attratti dai frutti significa che siamo portati a raccoglierli, o meglio che le piante sanno come avviare la loro riproduzione, producendo i frutti affinché siano raccolti. Difficilmente la natura ci fornisce una risorsa tanto più facile e visibile da afferrare.

In secondo luogo, non abbiamo né un apparato digestivo, né un apparato dentale adatto a masticare la carne. Abbiamo canini poco sviluppati, la mascella è tutto tranne che prominente, i molari sono piatti e larghi, come delle macine adatta a sminuzzare i semi e i cereali, per esempio. Gli incisivi servono ad affondare la mandibola nel frutto più che nella fettina. Inoltre per poter mangiare la carne dobbiamo o cucinarla o processarla. Secondo i sostenitori dell’uomo erbivoro, il passaggio a una dieta essenzialmente carnivora è conseguenza di un adattamento alle glaciazioni, che hanno colpito il nostro pianeta, diminuendo le scorte di vegetali a disposizione. Ma la conformazione del corpo non è cambiata: sta cambiando nella direzione di una dieta onnivora. Il problema è che oggi, per molti, onnivoro significa soprattutto carne e non dieta bilanciata. Per Veronesi la dieta principe è quella mediterranea, senza però porre l’accento su due alimenti che in Italia conosciamo bene: i latticini e gli insaccati. Per Veronesi il latte e i derivati vanno bene durante l’età dello sviluppo, ma dopo non servono più e vanno moderati (occhio alle mozzarelle dunque), gli insaccati poi sono frutto di carne processata, che per durare così a lungo viene sottoposta a molte trasformazioni. Essi contengono sale in abbondanza. Pertanto, dal momento che il nostro corpo si sta ancora adattando a essere carnivoro, meglio bilanciare la dieta, consumando poca carne e preferendo il pesce, le insalate, la pasta, il pane. Controllando i grassi e non utilizzando gli zuccheri trasformati e raffinati, soprattutto quelli semplici, perché bastano quelli complessi presenti nei cereali e quelli semplici presenti nei frutti.

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