Perché è difficile essere tutti vegani

Quando si tratta di analizzare la scelta dell’alimentazione vegan dal punto di vista proteico la domanda sorge quasi spontanea: dal momento che le proteine delle carni animali costano di più e sono comunque considerate non troppo raccomandabili (in seguito a un abuso) perché non sono tutti vegetariani o comunque non consumiamo più verdura, dato che riusciamo comunque a trarre proteine da essa? Le proteine del manzo, ad esempio, derivano dall’erba, che è il maggior costituente della dieta del bestiame allevato. In effetti, se l’obiettivo fosse semplicemente quello di produrre la massima quantità possibile di proteine da una data superficie di terreno, il miglior metodo sarebbe di produrla in forma di foglie e i fili d’erba sono in gran parte foglie. Perché dunque non coltiviamo e non mangiamo semplicemente più foglie? Il motivo è che esse sono estremamente voluminose. Un cavolo, ad esempio, contiene oltre il 90 per cento di acqua: la maggior parte della materia anidra restante consiste di pareti di cellule vegetali indigeribili, note come fibra dietetica. Per assumere un’adeguata dose giornaliera di proteine, bisognerebbe mangiare circa cinque chili di cavolo, ma ciò è in ogni caso, sconsigliato perché questo ortaggio, se consumato in grosse quantità tende ad essere tossico. E lo stesso capita per altre verdure.

Il più efficace estratte di proteine sinora sviluppato lavora secondo lo stesso principio dei mulini usati per separare la crusca dal grano nella produzione della farina: esso asporta con la massima delicatezza la fibra dalla foglia, esponendo la polpa che vi è dentro. I risultati si sono dimostrati promettenti e ci sono già stati dei tentativi per estrarre le proteine da piante di trifoglio come l’erba medica – con la quale integrare la dieta dei bambini in zone non servite dai naturali circuiti di distribuzione. In teoria, si potrebbe macinare ogni tipo di foglia per estrarre le proteine, ma in pratica solo alcune specie sono adatte. Alcune sono troppo coriacee o fibrose, altre sono velenose, ed altre ancora – come le foglie degli alberi – sono troppo complicate da raccogliere. È quindi solitamente vantaggioso estrarre proteine soltanto da quei raccolti che sia stati specificamente pensati allo scopo.

In sostanza, la scelta vegan permette di nutrirsi di proteine e sostanze nutritive in modo adeguato, ma non sempre sufficiente. Alcuni tipi di vitamina devono essere integrati, inoltre è necessario considerare il fatto che spesso si ricorre a verdure non biologiche, sottoposto a trattamenti intensivi dal punto di vista dei pesticidi. La scelta alternativa biologica è costosa: richiede oltre che denaro, tempo impiegato per acquistarla, perché i punti vendita dove acquistarla non sono numerosi (proprio a causa del costo). La miglior dieta è probabilmente quella bilanciata: che alla verdure, fresca e cotta, unisce oltre la proverbiale frutta, anche un mix di pesce, carne bianca e carboidrati, saltuariamente aggiungendo la carne rossa magra recentemente al centro delle polemiche sulle cause di insorgenze tumorali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *