Pillole di salute

Qual è il segreto della dieta Mediterranea che noi italiani conosciamo bene? Perché ha degli effetti così benefici sul cuore e il sistema cardiocircolatorio? I ricercatori pensano di aver trovato finalmente il motivo: si tratta di un’interazione tra olio extravergine di oliva e le verdure a foglia. Quando i grassi insaturi presenti nell’olio d’oliva entrano in contatto con i nitriti presenti nelle verdure e nelle insalate verdi, essi formano degli acidi grassi che abbassano la pressione sanguigna. Noci e avocado possono ugualmente svolgere il lavoro dell’olio d’oliva, essendo ricchi di grassi omega. A dirlo sono i ricercatori del King’s College di Londra.

Benché l’esperimento sia stata svolto su delle cavie, i ricercatori pensano che ciò accada anche negli uomini, dato che con questo genere di ratti condividiamo un enzima, che fa salire la pressione del sangue. L’interazione di cui sopra blocca questo enzima. Molti studi scientifici hanno dimostrato i benefici della dieta mediterranea che comprende: verdure fresche e frutta, insalata, cereali di grano duro, olio d’oliva. Ora però sappiamo, forse, perché funziona.

La meditazione aiuta chi ha problemi cardiaci

Le persone che soffrono di condizioni di salute gravi e croniche legate al cuore, per via di malattie coronariche e cardiache ovvero di diabete, stanno meglio quando svolgono della meditazione. Una meditazione mindfulness, completa, praticata dai buddhisti, consente ai pazienti di controllare le loro condizioni meglio di chi non la compie. Dopo sei settimane di corso di meditazione, una ricerca ha dimostrato che questi pazienti dormono meglio ed erano più rilassati e meno preoccupati della propria salute. I ricercatori hanno sottoposto 40 pazienti a diverse tecniche di meditazione, dalle cinque alle sei settimane.

I miracoli del digiuno

Le pratiche di digiuno sono ben conosciute nelle religioni e risalgono ad antiche usanze, anche di tipo laico. Ora però uno studio pubblicato da Cel lStem Cell dimostra che uno due giorni di digiuno completo aiuta il sistema immunitario e può far bene a condizioni autoimmuni, aiutando anche i pazienti sottoposti a un ciclo di chemioterapia. Non assumere pasti da due a quattro gioni uccide  le vecchie e danneggiate cellule immuni, mentre ne genera delle nuove. All’inizio del digiuno, i leucociti vengono eliminati prima di un ricambio generazionale con dei nuovi globuli bianchi. Il digiuno breve potrebbe rappresentare una strategia importante per chi soffre di malattie autoimmuni come le artriti. I ricercatori sono rimasti stupefatti dai benefici del digiuno, misurandolo in 2-3-4 giorni. Sospettano che questi benefici per altro si estendano a tutti gli organi del corpo e non solo al sistema immunitario (vedi: https://news.usc.edu/63669/fasting-triggers-stem-cell-regeneration-of-damaged-old-immune-system/)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *