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Come “trattare” il diabete di tipo 1
Più che di cure, ancora inesistenti, si può parlare, nel trattamento del diabete di tipo 1, di metodi di controllo e stabilizzazione dei livelli glicemici. Nell’ambito di un piano terapeutico che vede come fattori chiave il regime alimentare, l’esercizio fisico e l’apporto di insulina. Il tutto finalizzato ad evitare o a ritardare le possibili complicanze e dunque al miglioramento della qualità della vita. Innanzitutto la somministrazione di insulina che deve essere quotidiana, dato che il pancreas non è in grado di regolarne il flusso nel sangue, causando pericolosi aumenti e diminuzioni del glucosio nell'organismo. Le dosi devono essere regolate sulla base delle glicemie della giornata misurate attraverso dispositivi, ormai piccoli e portatili, in grado di quantificare la presenza di glucosio in una piccola quantità di sangue prelevata. La terapia insulinica può essere somministrata con le tradizionali iniezioni o tramite microinfusore. Al giorno d’oggi ne esistono di piccoli e compatti, capaci di monitorare il livello glicemico per tutto il giorno. Utilizzando un livello di insulina iniziale o “basale”, che varia da persona a persona, il microinfusore eroga quantità variabili di insulina nell'intero arco della giornata, consentendo di ottenere glicemie perfettamente controllate. È possibile eseguire adeguamenti manuali della quantità di insulina durante i pasti o prima di un esercizio fisico. Per quanto considerati quasi alla stregua di un pancreas perfettamente funzionante, i microinfusori non sono “scatole magiche”. Richiedono comunque impegno e attenzione, ma usati in questo modo garantiscono di sicuro una maggiore stabilità dei livelli glicemici e la libertà dalle ripetute iniezioni.
L’alimentazione è l'altro fattore chiave nella vita di un diabetico. La parola d’ordine in questo caso è: moderazione. Si può mangiare di tutto, non è necessaria alcuna rinuncia come si credeva fino a non molto tempo fa, ma tenendo sempre d’occhio, anzi calcolando in ogni cibo, nella pasta come nel pane o in un dolce, la quantità di carboidrati presenti, su cui viene calibrata la dose di insulina. Numerosi diabetici assumono cinque piccoli pasti durante la giornata per rispondere alla necessità di un livello glicemico prefissato, mentre altri fanno molti spuntini per ottenere lo stesso scopo. Oltre che flessibile, la dieta di un diabetico (come di chiunque altro) deve essere soprattutto equilibrata: composta da verdura, frutta, proteine e carboidrati distribuiti nell'arco dell'intera giornata. Attenzione alla bilancia: l’eccessivo aumento di peso rende la gestione della malattia ancora più difficile.
Terzo fattore chiave: l’attività fisica. Ottima, previene anche il rischio di malattie cardiovascolari, ma in questo caso la parola d’ordine è: prudenza. Il corpo utilizza più glucosio durante l'attività fisica di qualsiasi tipo e per evitare pericolose ipoglicemie occorre monitorare più frequentemente la glicemia e regolare perfettamente il dosaggio di insulina.
Infine: l’importanza di sottoporsi periodicamente a check up, fondamentali per la prevenzione delle complicanze e che vanno programmati col proprio medico. Scontato, ma è bene sempre ribadirlo, il divieto di fumare e bere alcolici. L’abitudine al fumo e all’uso e all’abuso di alcol rappresentano fattori di rischio per tutti, ma nei diabetici vanno ad aumentare il già presente rischio di complicanze.
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