Sindrome premestruale: sintomi e rimedi

Il ciclo mestruale femminile si attiva ogni 28 giorni all’incirca. E’ in questo momento che l’apparato genitale femminile subisce dei cambiamenti che hanno lo scopo di mantenere fertile la donna fino all’età della menopausa. Durante il ciclo, queste modifiche naturali sono spesso contrassegnate da fastidi, che talvolta possono andare ben oltre la soglia di tolleranza. Stiamo parlando della sindrome premestruale.

Sintomi della Sindrome Premestruale

Con il nome di “sindrome premestruale” intendiamo una serie di disturbi che colpiscono la donna nel periodo appena precedente al ciclo (mestruazioni). Questi cambiamenti sono avvertibili chiaramente proprio nei giorni precedenti e si manifestano come senso di stanchezza, di tensione, con veri e propri dolori in zone particolarmente sensibili come il seno, l’addome, uniti a mal di capo, indolenzimenti alle fasce muscolari e frequente senso di nausea. A questa sintomatologia più riconoscibile spesso è associata una ritenzione idrica importante, che fa aumentare di peso, anche due chili, la donna. Lo stesso processo di nutrizione e digestione appare scombussolato: talvolta si ha più fame e l’urgenza di andare in bagno ne risulta profondamente modificata, alternando fasi di stipsi a quelle vere e proprie di diarrea. Dal punto di vista psichico i cambiamenti sono più sottili e spesso si associano a normale stress, che stress non è: si dorme molto meno o comunque male, si prova dunque sonnolenza e scarsa capacità di concentrarsi in varie ore della giornata, con gli scompensi che si possono immaginare. Disturbi di questo tipo variano da donna a donna, sia per qualità, sia per quantità. Alcune donne lamentano solo forti mal di testa e sonnolenza, altre hanno quell’insieme di sintomi della sindrome premestruale poco sopra descritti. In tutti i casi, questa sintomatologia di dolori e fastidi si presenta con regolarità ciclica almeno una settimana prima delle mestruazioni e scompaiono non appena il ciclo inizia, a dimostrazione che è facile capire di che natura sono.

Da cosa dipendono i dolori

Una vera causa per la sindrome premestruale non è nota, cioè non si pensa principalmente ad unica fase scatenante, considerando che siamo di fronte a una sintomatologia che colpisce diverse parti del corpo. Alcuni scienziati sono propensi a pensare che sia tutta colpa degli ormoni, uno sbilanciamento talmente sensibile, da generare scompensi un po’ ovunque. Altri ritengono che la sindrome premestruale sia da attribuire a un calo di vitamine e di sali, ci si accorge di ciò dal fatto che si è portate a cercare cibi salati, causa di ritenzione idrica. I disturbi non sono in grado di mettere KO una donna sana e forte, sono assimilabili a un mini stato febbrile. Ma se diventano insopportabili e soprattutto se interferiscono con le attività quotidiane o provocano dolori e scompensi non gestibili, è bene rivolgersi a un medico, che potrà prescrivere dei farmaci in aiuto.

Se a prevalere sono i sintomi di carattere psichico, il dottore potrà prescrivere rimedi naturali o farmaci con funzione antidepressiva (ansiolitici e tranquillanti blandi). Per i dolori di tipo fisico in genere il medico prescrive comuni farmaci fans, anti-infiammatori non steroidei, che si usano per l’influenza o i primi colpi di freddo.

Sindrome premestruale: i rimedi naturali

E’ stato osservato che l’assunzione della pillola anticoncezionale bloccando il principio dell’ovulazione faccia smettere sensibilmente tutti i disturbi associati alla sindrome, agendo direttamente alla causa scatenante. Ma come si capisce non può essere invocato come rimedio, perché molte donne desiderano avere figli o hanno diverse incompatibilità con questo tipo di farmaco. Risultano avere efficacia invece le assunzioni di integratori a base di vitamine e sali naturali, in particolare di magnesio e di calcio, che aiutano a superare sia la ritenzione idrica, che ristabilire un livello di umore accettabile, non soggetto a sbalzi. Analogo beneficio si può trarre dall’assunzione di vitamina E e di vitamina B6. Per questo motivo occorre modificare leggermente l’alimentazione, cercando di non rinunciare ai carboidrati, spesso oggetto di discredito presso molte donne, attratte dall’ossessione di non dover ingrassare per forza. Vanno ridotti semmai gli zuccheri semplici e tutte quelle bevande stimolanti e alcoliche, che contengono caffeina e principi attivi particolarmente pungenti (ad esempio alcune tisane).

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