Trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB)

L’iperplasia prostatica benigna (IPB), nota anche erroneamente come ipertrofia prostatica benigna, è una diagnosi istologica caratterizzata dalla proliferazione degli elementi cellulari della prostata.

Anatomicamente, la prostata si trova all’apice della vescica ed è circondata dalla vicina uretra.

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In 3 uomini su 4 con iperplasia prostatica benigna è presente un’infiammazione cronica che scatena i sintomi e favorisce la progressione della malattia. L’infiammazione è infatti all’origine dell’ingrossamento della prostata, ma cronicizzandosi condiziona pesantemente anche l’evoluzione della patologia e l’efficacia delle terapie classiche.

Ma quali sono i sintomi dell’iperplasia prostatica benigna?

Quando la prostata si ingrossa, può costringere il flusso di urina. I nervi all’interno della prostata e della vescica possono causare i seguenti sintomi comuni:

  • Frequenza urinaria
  • Urgenza urinaria
  • Nicturia, ovvero si ha bisogno di alzarsi spesso di notte per urinare
  • Esitazione e difficoltà nell’iniziare il flusso urinario; flusso interrotto, debole
  • Svuotamento incompleto della vescica: si ha la sensazione di urina residua persistente, indipendentemente dalla frequenza della minzione
  • Si ha bisogno di sforzare o spingere per iniziare e mantenere la minzione al fine di svuotare completamente la vescica
  • Diminuzione della forza del flusso: la perdita soggettiva di forza del flusso urinario nel tempo
  • Perdita di piccole quantità di urina a causa di uno scarso e debole flusso urinario

L’ostruzione cronica della vescica o ostruzione cervico-uretrale, secondaria all’IPB, può portare a ritenzione urinaria, insufficienza renale, infezioni ricorrenti del tratto urinario, ematuria macroscopica e calcoli della vescica.

La diagnosi dell’IPB

Si effettua principalmente attraverso:

  • Esplorazione rettale digitale della prostata
  • Esami di laboratorio (tra cui il dosaggio del PSA, antigene prostatico specifico).
  • Ultrasonografia
  • Endoscopia alle basse vie urinarie
  • Altri test prescritti dal medico

La diffusione dell’iperplasia prostatica benigna in Italia

Secondo i dati emersi al 90esimo Congresso nazionale della Società italiana di urologia (SIU), tenutosi a Napoli alla fine del 2017, si tratta della patologia urologica più frequentemente diagnosticata negli ultimi 50 anni, che nei prossimi 10 aumenterà del circa il 55%.

Su 25 milioni di uomini, il 20-30% soffre di iperplasia prostatica benigna ed è una patologia che nei prossimi anni, secondo gli esperti, altererà la qualità della vita nell’uomo.

Si pensi che l’ipertrofia prostatica benigna è la seconda malattia per incidenza nei maschi over 50 dopo l’ipertensione arteriosa.

Secondo Vincenzo Mirone, segretario generale della SIU, l’Italia ha la maglia nera in Europa per aderenza alle terapie contro l’iperplasia prostatica benigna. Solo il 23%, precisamente una persona su 5, continua la prescrizione fornita dallo specialista. I motivi di questo dato così negativo, afferma Marone in una intervista riportata da Adn Kronos, “derivano in primis dagli effetti collaterali legati alla sfera sessuale perché potrebbero portare a una riduzione dell’eiaculazione e della libido. Un’altra ragione è legata a questioni economiche per l’acquisto delle molecole richieste per il trattamento. Inoltre, ai primi riscontri positivi della terapia si tende spesso a interromperla per la convinzione di stare meglio”.

Come prevenire l’ipertrofia prostatica benigna

Gli uomini dovrebbero sottoporsi a visita periodica ogni 6 mesi dopo i 50 anni, con ecografia e dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico).

La prevenzione inizia con un corretto stile di vita, una dieta equilibrata e sesso moderato.

Una corretta alimentazione dovrebbe prevedere l’assunzione di antiossidanti, come il licopene, contenuto nei pomodori rigorosamente cotti. E anche di zinco, contenuto in alimenti come asparagi, frutta secca, spinaci e altre verdure crude a foglie verde intenso.

Per quanto riguarda l’attività sessuale: si consiglia una pratica “moderata”, senza picchi di astinenza né di frequente attività.

Le principali cure dell’IPB

Trattamento farmacologico

Gli agenti utilizzati nel trattamento dell’IPB includono quanto segue:

  • Bloccanti dei recettori alfa-adrenergici
  • Inibitori della riduttasi 5-alfa
  • Inibitori dell’enzima fosfodiesterasi-5
  • Agenti anticolinergici

Trattamento chirurgico

  • Resezione transuretrale della prostata (TURP)
  • Prostatectomia aperta, riservata ai pazienti con prostate molto grandi (>75 g), pazienti con concomitanti calcoli alla vescica o diverticoli della vescica e pazienti che non possono essere trattati con la chirurgia transuretrale

Trattamento minimamente invasivo

  • Incisione transuretrale della prostata (TUIP)
  • Trattamento laser
  • Terapia a microonde transuretrale (TUMT)
  • Ablazione con ago transuretrale della prostata (TUNA)
  • Terapia energetica ultrasonografica ad alta intensità, attualmente nella fase di sperimentazione clinica
  • Stent prostatico
  • Prostatectomia laparoscopica
  • Dispositivi impiantati per alleviare l’ostruzione prostatica

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